Un miliardo di persone al mondo sono disabili
L’Organizzazione mondiale della sanità e la Banca mondiale hanno pubblicato il primo rapporto sulla disabilità nel mondo – il numero delle persone con handicap è stato finora fortemente sottovalutato
Il numero delle persone disabili al mondo è molto più elevato di quanto non si fosse pensato: questa è una delle importanti rivelazioni del primo rapporto sulla disabilità nel mondo (World Report on Disability), pubblicato congiuntamente dall’Organizzazione mondiale della sanità e dalla Banca mondiale e presentato in giugno a New York. Dagli anni Settanta, si calcolava che il 10 per cento della popolazione mondiale fosse disabile, ma la realtà è ben peggiore.
L’80% dei disabili vive nelle regioni in sviluppo
Sulla scorta di nuovi dati e in considerazione della maggiore quota di persone anziane, malattie croniche (p.es. diabete) e cardiache, questa stima è stata corretta al rialzo e portata al 15 per cento, pari a quasi un miliardo di individui. Circa l’80 per cento di essi, vale a dire circa 800 milioni di persone, vive nelle regioni in sviluppo. In queste aree, occorre tenere conto che la disabilità colpisce indirettamente un numero tre volte più grande di persone, poiché i familiari sono spesso gli unici a occuparsi degli handicappati.
Il rispetto dei disabili è un dovere
Hansjörg Baltensperger, direttore della CBM Svizzera, è convinto che nessun paese e nessuna società possano più permettersi di ignorare le persone disabili: «Se molti governi e organizzazioni non governative continuano a sorvolare sui diritti degli handicappati, escludono dalla società un'ampia fetta di popolazione e non tengono conto di tutte le realtà presenti».
Convenzione ONU sui diritti delle persone disabili ratificata da oltre cento stati
Sono già più di cento i paesi – ma non la Svizzera - che hanno ratificato la Convenzione ONU sui diritti delle persone disabili impegnandosi così ad assicurare a tutti gli esseri umani gli stessi diritti. Il rapporto sulla disabilità, lungo oltre 300 pagine, rileva da un canto che non vi è ancora una corretta cognizione della parità di diritti, riferendosi in particolare alla discriminazione e agli ostacoli; dall’altro indica una possibile via per migliorare la qualità di vita degli handicappati, soprattutto nei paesi più poveri del pianeta. Tra le principali rivendicazioni, figurano la partecipazione dei disabili a tutte le questioni politiche e sociali, l’ascolto e il rispetto delle loro esigenze. L’esperienza fatta con progetti di inclusione dimostra che dare seguito agli interessi delle persone handicappate significa sostenere l’intera società.







