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Ciclone Idai: la CBM presta aiuti d’emergenza in Zimbabwe

Il ciclone Idai ha raso al suolo ampie parti dell’Africa sudorientale, e ha colpito direttamente circa tre milioni di persone. La CBM Missioni cristiane per i ciechi nel mondo presta aiuti d’emergenza in Zimbabwe.

Donne che lavano i panni alla bell'è meglio in una località dello Zimbabwe devastata dal ciclone Idai.
Gli abitanti delle regioni devastate dal ciclone cercano di ritrovare una parvenza di quotidianità.

La Federazione internazionale della CBM sta concentrando i suoi interventi d’emergenza nelle province di Masvingo e Manicaland, in Zimbabwe. Con il suo partner locale, la Jairos Jiri Association (JJA), sta distribuendo cibo e beni di prima necessità. I disabili e i feriti impossibilitati a muoversi ricevono mezzi ausiliari come sedie a rotelle o stampelle. La JJA presta inoltre assistenza fisioterapeutica e psicologica. Nel complesso, gli aiuti d’emergenza della CBM raggiungono ottocento economie domestiche con persone con disabilità e vulnerabili, per esempio bambini della prima infanzia, donne incinte o anziani.

Al contempo, in collaborazione con la sua organizzazione partner la Federazione della CBM procede a un’analisi della situazione per stabilire i passi futuri. A medio termine, le persone con disabilità verranno sostenute nella produzione di cibo per garantire la sicurezza alimentare e la ricostituzione delle basi vitali.  

In situazioni d’emergenza come questa, la CBM aiuta naturalmente tutte le persone colpite, ma si focalizza in particolare sui disabili, perché chi soffre di un handicap motorio o visivo difficilmente riesce a spostarsi o a orientarsi nelle aree ancora allagate e private delle usuali vie di collegamento, e sovente resta escluso dagli aiuti generali. La JJA e la CBM si impegnano dunque al momento anche sulla sensibilizzazione di altre organizzazioni umanitarie sulle esigenze delle persone con disabilità.

Un bisogno immenso

Il 14 marzo, il ciclone Idai ha colpito le coste del Mozambico con venti fino a 210 chilometri l’ora. La sua furia si è abbattuta in particolare sulla città di Beira, ma ha colpito duro anche parti dello Zimbabwe e del Malawi. Interi villaggi sono completamente distrutti. L’esatta portata della catastrofe continua a non essere chiara, perché molte aree sono tutt’ora isolate e la rete di comunicazione non è ancora stata ripristinata.

Si teme che i morti siano più di un migliaio. Centinaia di migliaia di persone sono senza tetto. A parere dell’ONU, si tratta di uno dei più gravi disastri ambientali nell’emisfero meridionale. Circa tre milioni di persone ne sono direttamente colpite. L’acqua contaminata presenta un rischio enorme, tant’è vero che sono già stati notificati oltre mille casi di colera.

Come aiutarci

Attivatevi subito anche voi per le vittime del ciclone Idai, gli aiuti urgono, il tempo stringe. Vi ringraziamo di cuore sin d’ora per la vostra preziosa donazione!



Se per gli aiuti d’emergenza in Zimbabwe dovessero entrare più fondi del necessario, l’eccesso viene impiegato in progetti analoghi.

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