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«Vorrei tanto poter tornare a scuola.»


A Suman non piace stare all’aperto, la luce del sole l’abbaglia. Nella sua mente, si vede correre a scuola, come faceva fino a tre anni fa.

Mentre tutti i bambini di questo villaggio di pescatori del Nepal seguono le lezioni nella scuola distante sei chilometri, Suman (otto anni) aiuta la mamma a sgranare le pannocchie di granoturco. Al termine della prima elementare ha dovuto abbandonare perché non vedeva più nulla di quello che veniva scritto alla lavagna. Da allora, trascorre la maggior parte del tempo seduta in casa. «Vorrei tanto poter tornare a scuola», sospira triste.


Mamma Deepa racconta che all’epoca un insegnante le aveva raccomandato di portare Suman in una clinica oftalmologica, ma con quali soldi? Papà Munna lavora in India come manovale pagato a giornata, il magro salario è bastato solo per la parcella di un guaritore del villaggio vicino, le cui preghiere e la cui acqua miracolosa non sono servite però a nulla. «A quel punto, abbiamo perso ogni speranza.»

Potete immaginare lo stupore della donna quando un giorno si è trovata davanti un collaboratore della squadra mobile della clinica di Biratnagar sostenuta dalla CBM. Durante la visita degli allievi della scuola, un insegnante gli aveva detto di Suman. L’operatore ha capito immediatamente che si trattava di cataratta, e ha organizzato la trasferta di Suman e dei genitori fi no alla clinica distante tre ore di viaggio.

La ragazzina è stata subito operata per sostituire il cristallino opacizzato con uno artifi ciale, e due giorni dopo ha ricevuto un occhiale correttivo. Suman si è guardata attorno incuriosita. Gironzolando per i corridoi della clinica, incominciava a riconoscere qualcosa, ma continuava a essere abbagliata dal sole. Fra un mese, quando l’occhio operato avrà raggiunto la sua massima capacità visiva, le opereranno l’altro.

I genitori di Suman sono raggianti: «Abbiamo atteso questo giorno talmente a lungo che ora non ci sembra vero. Un immenso grazie a tutti coloro che hanno aiutato nostra fi glia!».

Donate la luce e un futuro ai bambini

Ritratto di una ragazzina con una medicazione sull’occhio.

Circa quaranta milioni di bambini sono ciechi o ipovedenti, il 90 per cento vive nelle regioni povere. A un bimbo su due basterebbe il mezzo ausiliario adatto per vedere, mentre in India un intervento di routine alla cataratta salverebbe la vista di migliaia di piccoli.

Se non vengono prestate per tempo le cure necessarie, il cervello disimpara progressivamente a vedere, e il bambino perde irrimediabilmente la vista. Ecco perché bisogna agire tempestivamente!

La vostra donazione ci permette di:

  • effettuare operazioni agli occhi
  • organizzare visite di massa nelle scuole e predisporre ambulatori mobili
  • formare medici e personale infermieristico

L’operazione per liberare un bambino dalla cataratta, incluse anestesia totale e assistenza successiva, costa 180 franchi. Ogni franco conta!

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