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Approccio dello sviluppo inclusivo in seno alla comunità

Con l’approccio allo sviluppo inclusivo in seno alla comunità, la visione della CBM è quella di mutamenti dell’intera società intrapresi dalle stesse persone con handicap, dalle loro famiglie e dalle loro comunità. In questo modo donne, uomini e giovani con disabilità potranno essere presenti attivamente e con pari diritti in seno alla loro comunità e alla loro società. 

Un bambino indiano, appoggiato a barre parallele per la riabilitazione, parla con un uomo.
Abeston, un bambino indiano, a due anni e mezzo non sapeva né sedersi né parlare perché affetto da paralisi cerebrale infantile. Grazie ad un piano di sviluppo individuale, ha imparato a parlare, a stare in piedi e a camminare ed ora può perfino frequentare la scuola del villaggio.

A partire dagli anni '80 si è diffuso l'approccio di una riabilitazione in seno alla comunità (community based rehabilitation, CBR); esso è stato sviluppato dalla OMS, l’Organizzazione mondiale della Sanità, dall’UNDP, il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo, dall’ILO, l’Organizzazione internazionale del lavoro e dall’UNESCO, con la partecipazione della CBM. All’interno di questa cooperazione mondiale per lo sviluppo, piano piano, dall’approccio CBR è emerso l'approccio dello sviluppo inclusivo in seno alla comunità (CBID).

Se prima i programmi di sviluppo avevano al centro l’assistenza medica sanitaria, con l‘approccio CBR comprendono sempre di più l’istruzione inclusiva, la promozione di un’esistenza sicura e il mutamento sociale. L’approccio CBID riunisce in sé sia le componenti sanitarie sia i nuovi campi dell’approccio CBR, ma soprattutto  prende in considerazione il contesto locale e pone al centro l’autorità delle persone disabili. Esse sono rese capaci di percepire i propri diritti e di difenderli. L'approccio CBID ha come obiettivo di rendere possibile uno sviluppo locale a misura del disabile e di conseguenza di formare delle comunità inclusive capaci di resistere. 

Orientato alle persone e al sistema

L'approccio CBID della CBM è orientato verso le persone e verso il sistema. Infatti, per costruire delle comunità inclusive capaci di resistere, è fondamentale un accesso su piano paritario per le persone con e senza disabilità a servizi di alto valore qualitativo, ad esempio nel campo sanitario, in quello    educativo, nella partecipazione alla vita sociale e nell’assicurarsi la sussistenza.  Inoltre è opportuna un’ampia partecipazione di tutti i cittadini quando si tratta di modellare questi settori della vita. Non si dovrebbe lasciare indietro nessuno, né nell’accesso ai servizi esistenziali né alla partecipazione.

All’interno del CBID la CBM lavora «bottom-up», cioè con approcci dalla base, vale a dire in particolare entro il contesto locale. Si impegna fortemente presso i governi e le istituzioni locali per i diritti delle persone con disabilità. Per far questo lavora a stretto contatto sia con loro sia con le organizzazioni di auto-tutela delle persone disabili. 

I sei settori CBID della CBM

L'approccio CBID seguito dalla CBM comprende questi sei settori:

  • Empowerment (emancipazione) delle persone disabili
  • Salute
  • Istruzione
  • Basi esistenziali
  • Partecipazione sociale
  • Prevenzione inclusiva in caso di catastrofe

Questi sei campi si influenzano reciprocamente. Al centro di tutte queste attività c’è l’empowerment delle persone con disabilità. 

Empowerment (emancipazione)
Le persone con disabilità devono conoscere i propri diritti per avere la capacità di prenderne coscienza e di saperli difendere. Infatti se si uniscono al loro ambiente sociale la loro voce acquista un peso maggiore. 

Salute
La salute è un diritto dell‘uomo. L’educazione precoce e la salute precoce, la prevenzione, un’assistenza medica e riabilitativa conveniente, l’accesso a mezzi ausiliari come sedie a rotelle, stampelle o apparecchi per l’udito sono particolarmente importanti per le persone con handicap.

Istruzione
Sebbene tutti abbiano diritto all’istruzione, a molti bambini con disabilità viene negato il diritto a frequentare una scuola. Essi hanno bisogno di un sostegno individuale per poter frequentare una scuola regolare e completare in seguito l’istruzione. 

Basi esistenziali
Anche il diritto al lavoro vale per tutte le persone, affette da disabilità e non. Soltanto se si promuove lo sviluppo delle loro capacità le persone riescono a trovare un posto di lavoro o diventare indipendenti. Piccoli crediti sostengono l’indipendenza dei gruppi di auto-aiuto basati sulla comunità. L’inclusione sul mercato del lavoro va di pari passo con la sicurezza sociale.

Partecipazione sociale
Tutte le persone affette da handicap devono poter partecipare alla vita pubblica come cittadini che godono di tutti i diritti. Per questo la sensibilizzazione e l’informazione devono indebolire i pregiudizi e determinati comportamenti che impediscono alle persone disabili di esercitare i propri diritti. È così che si può realizzare giustizia sociale. 

Un uomo e una donna in una bottega in Kenia
Vincent abitante in Kenia faceva il tassista. Ha avuto un incidente con gravi conseguenze: una gamba rimase paralizzata. Grazie a un micro credito ha seguito un nuovo orientamento professionale e ha aperto una piccola bottega. Insieme a sua moglie possono assicurare il proprio mantenimento.

Prevenzione inclusiva in caso di catastrofe
Nelle regioni con alto rischio di catastrofi, quali, terremoti, siccità, alluvioni o conflitti, i programmi CBID comprendono anche attività che preparano le comunità alla preparazione e alla resistenza nel caso di una catastrofe.

In accordo con i trattati internazionali

L’approccio CBID della CBM sostiene la realizzazione della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità e quelli dell‘ Agenda 2030. Inoltre accoglie in modo mirato i risultati provenienti dal «Sendai Framework for Disaster Risk Reduction 2015-2030» nell’ambito della prevenzione delle catastrofi inclusiva per le persone con handicap. 

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