Aiuti d’emergenza in Niger

In fuga dai terroristi di Boko Haram, i profughi riparati nel Niger sudorientale vivono in condizioni drammatiche. Le famiglie indigene non se la passano molto meglio. La CBM presta aiuti d’emergenza ai più vulnerabili, ossia le persone con handicap e i loro familiari. In più, si adopera affinché arrivino a guadagnarsi autonomamente da vivere per riuscire a far fronte alle crisi.

Souwéba ha quindici anni e da sempre è costretta a spostarsi sulle mani e sulle ginocchia. All’esterno utilizza un triciclo a manovella. Prima dell’intervento della CBM, la sua famiglia ha sofferto spesso la fame. «Ringrazio tantissimo la CBM», ribadisce la ragazza. «Ora abbiamo potuto acquistare riso e altro cibo, e pure una capra.» 

Aiuti mirati

Più di seicento famiglie hanno beneficiato di versamenti di denaro contante (Cash transfer), con il quale hanno potuto acquistare ciò di cui necessitavano maggiormente. Con questo sistema, i commercianti locali non vengono messi alle strette dalla distribuzione di aiuti umanitari. I mercati regionali funzionano anche durante le crisi alimentari, pure in Niger, il secondo paese più povero al mondo. «Il campo Sayam, a venticinque chilometri da Diffa, ospita 13'000 profughi e tre mercati, nei quali i commercianti locali vendono i loro prodotti», spiega Manuel Rothe, il coordinatore degli aiuti d’emergenza della CBM Svizzera che nel mese di marzo 2018 ha visitato il centro.

Tramite Karkara, da molti anni suo partner in Niger, la CBM raggiunge anche le famiglie più povere nei villaggi e negli insediamenti selvaggi, non solo quelle nei campi profughi ufficiali. Un beneficiario su quattro ha un handicap, gli altri sono donne incinte, madri allattanti e anziani. Nel complesso, almeno duemila persone usufruiscono degli aiuti d’emergenza della CBM Svizzera. La CBM è l’unica organizzazione che si occupa dei disabili nel sudest del Niger. 

Oggi, l’intera famiglia di Ousmane Oumara è felice. Questo sessantenne cieco intreccia e vende corde: «Con il denaro donatomi, ho acquistato nuovo materiale e cibo per la nostra famiglia. La CBM mi ha anche costruito una latrina alla quale riesco ad accedere autonomamente. Prima, qualcuno doveva sempre accompagnarmi al gabinetto. Grazie di cuore, Dio vi benedica.» Anche Addo, ventenne con problemi di deambulazione, ha investito oculatamente l’importo assegnatogli: «Oltre al cibo, abbiamo acquistato animali e oggetti di uso quotidiano, e pagato la mia retta scolastica.»


Le razioni mensili di miglio, riso e olio sono magre anche per la ventisettenne Fanda Oumar, paralizzata dalla vita in giù: «Nel campo è dura, dopo tre settimane non c’è più nulla da mangiare. Con il denaro della CBM compro il cibo necessario, per lo più riso, per mio figlio di cinque anni e per me. Sono molto grata per questi aiuti, ma il mio vicino cieco e una famiglia con un bambino con handicap mentale non hanno ancora ricevuto nulla. Vi prego, fate qualcosa anche per loro». 

Aiuti iniziali

La CBM aiuta a superare le situazioni di emergenza, ma anche a porre le basi per una nuova vita. Insieme alle famiglie e alle autorità locali, i nostri specialisti analizzano la situazione e, sulla base dei risultati, permettono a ogni famiglia di rafforzarsi autonomamente affinché possa costruirsi un futuro migliore con le proprie mani.

Grazie di cuore, care amiche e cari amici della CBM Svizzera, per la vostra solidarietà e fedeltà! Un sentito ringraziamento anche alla Catena della Solidarietà, che ha confinanziato il progetto.

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